Un'artigiana del gusto

Una curiosità che è venuta a molti nostri visitatori: cosa significa "Bene Vobis"?
È un misto di italiano e latino, significa "bene a voi": è il mio benvenuto a chi arriva all'enoteca.
Da quanti anni è aperta Bene Vobis?
Sono dieci anni tondi tondi... All'inizio, oltre al vino, offrivamo taglieri con formaggi e salumi; poi abbiamo iniziato a preparare anche piatti tipici toscani, mettendoci sempre lo stesso entusiasmo - anzi, sempre di più!
Perché proprio in Oltrarno?
Perché qua è rimasto vivo il cuore più vero di Firenze: ci sono ancora tanti artigiani, c'è un modo di divere che in altre parti della città ormai è andato perso...
Sinceramente ... i primi tempi è stata un po' dura ... io sono di Gavinana [un quartiere poco fuori dalle antiche mura di Firenze], in fondo anche quello è Oltrarno, ma lo spirito fiorentino qua è così forte che gli abitanti mi consideravano una straniera...
Però in Oltrarno c'è un'atmosfera unica, e a me fa piacere contribuire a tenerla viva non solo nelle grandi piazze come Piazza Santo Spirito ma anche nelle strade meno conosciute come queste intorno a noi.
Proprio per questa atmosfera secondo me Oltrarno è il posto giusto per proporre ai turisti (e agli stessi fiorentini!) buon vino e buona cucina: ci sono anche queste cose nella nostra tradizione, nella nostra cultura, insieme all'arte che incontriamo ovunque, nei musei, per strada...
Buon vino e buona cucina: quale fra questi due elementi è più importante?
Sono entrambi importanti, si completano a vicenda: un buon piatto richiede un buon vino - oh, "un buon vino" non significa un vino caro! Bere bene significa una scelta di gusto, significa entrare nella cultura del vino: capire il cibo, capire quale vino è quello più adatto...
È quello che facciamo noi qua: offrire un certo menu è offrire un pezzetto di cultura, come mettere in vetrina un oggetto uscito dalle proprie mani...
Quindi anche lei si sente un'artigiana!
Eh, in un certo senso sì! Per me è fondamentale la ricerca della perfezione, la cura del particolare ... far vivere le tradizioni antiche ... Proprio come gli artigiani qua intorno!
L'artigiano crea oggetti particolari, tutti diversi fra loro, e secondo me anche un buon piatto deve essere così. A bene Vobis facciamo noi la pasta, i biscotti ... c'è il piacere della manualità: creare qualcosa, qualcosa che è unica...
E poi, appunto, portare avanti una tradizione di come lavorare, di quali materiali - quali ingredienti - usare... Ora per esempio facciamo gli gnocchetti di farina dolce, abbiamo nel menu piatti come la rosticciana con il cavolo nero: cerchiamo sempre di proporre piatti legati alla stagione, ai ritmi dell'anno.
Un'altra cosa che abbiamo in comune con gli artigiani è il legame che si crea con i clienti. A volte si sente un doratore o un intagliatore che dice "sai, dopo cinque anni è tornato da me quel signore...": anche da noi ci sono molte persone che tornano a distanza di tempo, da tutto il mondo, perché hanno capito il senso di cosa offriamo loro - e questa è una grande soddisfazione!
Un'artigiana ottimista, allora...
Certo, altrimenti non farei questo lavoro!
Come vede il futuro di Oltrarno?
Io, appunto, sono ottimista: sarà una strada un po' lunga, ma credo che noi che stiamo qua (anche se siamo nati a Gavinana...) sapremo sempre rinnovarci, offrire cose che sono antiche e nuove nello stesso tempo. In fondo è quello che Oltrarno ha sempre fatto!


